Le risposte alle domande
che mi vengono fatte più spesso.

Prima di un primo colloquio è normale avere dubbi pratici: quanto costa, quanto dura, se quello che racconti resta riservato, se vale la pena venire. Qui rispondo alle domande che ricevo più spesso, raggruppate per tema. Per le domande specifiche di ogni materia, sulle pagine dedicate trovi una FAQ più approfondita.

Il primo colloquio, cosa portare, come funziona.

No, anzi spesso è l'opposto. Venire a un primo colloquio quando le cose stanno cominciando a complicarsi ti permette di evitare errori difficili da correggere dopo: dichiarazioni rese senza un consiglio, accordi firmati di fretta, termini lasciati scadere. Il primo incontro non ti impegna a procedere, serve a capire insieme come sei messo.
Di regola rispondo io stessa entro due giorni lavorativi. Il primo appuntamento viene fissato entro una o due settimane, a seconda dell'urgenza e della disponibilità di entrambi. Se c'è una vera urgenza (un provvedimento da contestare in pochi giorni, un allontanamento, un fermo), mi organizzo per riceverti più rapidamente.
Il primo colloquio è preferibilmente in studio, perché su questioni delicate l'incontro di persona aiuta entrambi a capire meglio la situazione e a creare un rapporto di fiducia. Quando questo non è possibile, per distanza, salute o per una situazione di violenza in casa, possiamo concordare un colloquio telefonico o in videochiamata.
Tutto quello che ti sembra rilevante: un documento d'identità, eventuali sentenze, decreti d'accusa, decisioni dell'ARP, contratti, dichiarazioni dei redditi, scambi di messaggi importanti. Se non sei sicuro di cosa portare, scrivimi una breve descrizione della situazione: ti indico in anticipo i documenti più utili per il tuo caso.
Italiano, tedesco e francese. Lo studio opera in Cantone Ticino, ma i colloqui, la corrispondenza con la controparte e con le autorità possono essere svolti in queste tre lingue. È utile quando l'altra parte è di lingua tedesca o francese, oppure se la tua lingua madre non è l'italiano e preferisci esprimerti nella lingua in cui ti senti più a tuo agio.

Onorari, gratuito patrocinio, preventivi.

Il primo colloquio non è gratuito, ma l'importo te lo comunico in anticipo, prima ancora di confermare l'appuntamento. Mi serve per ascoltarti, farti le domande giuste e capire se posso esserti utile. Esci con un primo orientamento concreto; per una valutazione precisa, sui casi complessi, ho bisogno di tempo per studiare i documenti.
Gli onorari nello studio sono di regola calcolati a tempo. La tariffa oraria ti viene comunicata in anticipo per iscritto e periodicamente ti invio un rendiconto dettagliato delle prestazioni svolte. Quando è possibile concordare un onorario forfetario o un budget massimo per una pratica specifica, lo discutiamo all'inizio del mandato. Tutti i dettagli sono nella pagina onorari.
Il gratuito patrocinio è uno strumento previsto dalla legge per chi non ha i mezzi economici per pagare un avvocato e le spese di giustizia. La richiesta va presentata al giudice, che valuta sia la tua situazione finanziaria sia la fondatezza della causa. Al primo colloquio verifico insieme a te se ci sono i presupposti e, se sì, preparo e deposito io la domanda. Quando il gratuito patrocinio è concesso, posso però svolgere solo lo stretto necessario per tutelare i tuoi diritti: la portata del mandato è più limitata di quella di un incarico ordinario.
Sì. Se tra te e la controparte c'è già un accordo, o se troviamo insieme una base d'intesa nei primi incontri, posso valutare un onorario forfetario per chiudere la pratica. Vale per un divorzio non litigioso, una convenzione, un parere scritto. Quando invece non si può prevedere quanto durerà la pratica, lavoro a tariffa oraria con un rendiconto periodico delle prestazioni: in questo modo vedi sempre cosa ho fatto e quanto è costato fino a quel momento.

Segreto professionale e protezione dei dati.

Tutto quello che mi racconti è coperto dal segreto professionale dell'avvocato, garantito dalla Legge federale sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA) e sanzionato penalmente in caso di violazione. Vale anche se vieni solo a un primo colloquio e poi decidi di non conferire mandato. Il segreto vale nei confronti di terzi, dei familiari, della controparte e, salve eccezioni di legge, anche delle autorità.
Conservo i documenti nell'incarto della tua pratica, fisicamente in studio o in archivio digitale protetto. Al termine del mandato ti restituisco gli originali. Tengo copie ed estratti per il tempo previsto dalle norme professionali e dalla legge sulla protezione dei dati. Trovi tutti i dettagli nell'informativa sulla privacy.
No, non da me. Sono tenuta al segreto professionale anche nei confronti del tuo coniuge: se decidi di venire a un colloquio, lui o lei non lo saprà attraverso lo studio. Se vivi una situazione delicata, per esempio una situazione di violenza in casa, possiamo concordare modalità di contatto discrete (orario, telefono, un indirizzo di posta diverso) per evitare che la controparte se ne accorga prima del momento giusto.

Tempi, durata, cosa succede dopo.

Dipende dalla materia, dalla complessità e soprattutto dal grado di litigiosità delle parti. Un divorzio su cui c'è già accordo può chiudersi in pochi mesi; un divorzio in cui le parti litigano e non si trovano d'accordo su tutto o solo in parte, e su cui deve decidere il giudice, può durare oltre un anno, soprattutto se ci sono figli minori e disaccordo su custodia e mantenimento. Anche in ambito penale la durata varia molto: un decreto d'accusa si chiude in tempi brevi se non viene contestato, un dibattimento davanti al giudice richiede tempi più lunghi. Al primo colloquio ti indico un ordine di grandezza realistico per la tua situazione.
Lo studio ha sede ad Ascona ma opera in tutto il Cantone Ticino, davanti a tutte le Preture, ai Tribunali penali, alle Autorità regionali di protezione (ARP) e al Tribunale d'appello. Se vieni da Locarno, Lugano o Bellinzona, di regola il colloquio si tiene in studio ad Ascona. Per le udienze ci si reca al tribunale competente.
Sì. Buona parte del lavoro non si svolge in tribunale: pareri scritti, lettere alla controparte, trattative, redazione di convenzioni, mediazione. In molti casi una causa si evita proprio perché si interviene prima, con un atto formale ma fuori dal tribunale. Su questa logica è costruita la pagina consulenza.
Capita, anche se non è frequentissimo, e non è un problema. Le decisioni in materia personale e familiare possono essere riviste lungo il percorso: si interrompe una procedura, si tenta una conciliazione, si chiede una sospensione. L'importante è comunicarlo per tempo, per evitare passi che poi sarebbero da rifare. La strategia legale è uno strumento al tuo servizio, non un binario fisso.

Domande specifiche per materia. Per approfondire, ogni servizio ha una sua FAQ.

Sì, quando le circostanze cambiano in modo importante e duraturo: per esempio un calo notevole di reddito, la perdita del lavoro, un trasferimento, la crescita dei figli, una nuova famiglia. La modifica deve essere omologata dal giudice per essere giuridicamente valida; un accordo solo tra le parti non basta. Vedi la pagina modifica di sentenze.
Il decreto d'accusa diventa definitivo se non viene impugnato entro 10 giorni dalla notifica. È un termine breve e, una volta scaduto, non si può più tornare indietro. Contattami il prima possibile, anche solo per valutare insieme se ci sono motivi per opporsi: dopo i dieci giorni il decreto ha lo stesso valore di una sentenza. Vedi la pagina diritto penale.
Esistono strumenti immediati: il provvedimento d'allontanamento della polizia, le misure cautelari del giudice civile, la querela penale, l'accesso ai servizi LAV (gratuito per chi ha subito violenza). Si può partire da uno solo o combinarli. Il primo passo è capire qual è il più adatto alla tua situazione concreta. Vedi la pagina violenza domestica.
L'Autorità regionale di protezione interviene quando emerge che una persona, adulta o minore, non è in grado di occuparsi adeguatamente di sé o dei propri beni. L'apertura di un procedimento non equivale a una decisione: ha diritto di essere sentito, di consultare gli atti e di farsi assistere. Vedi la pagina diritto tutorio.
Cambia in modo importante. Quando non c'è più reddito da lavoro, le questioni centrali diventano la ripartizione del secondo pilastro accumulato durante il matrimonio, le rendite AVS, il mantenimento di chi resta economicamente più fragile. Sono decisioni con conseguenze durature sulla sicurezza economica di entrambi. Vedi la pagina diritto di famiglia.

Per il tuo caso specifico
il modo più diretto è un appuntamento.

Le domande di questa pagina sono di carattere generale. Per capire come si applicano alla tua situazione concreta, l'unico modo davvero utile è un primo colloquio in studio.

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